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    February 28

    L'essenza del bonsai... e della vita?

     
    Mille volte guardo il mio albero.
    Mille volte diverso
    Infinitamente grande e
    Infinitamente piccolo.
    Come un gioiello che
    Vividamente brilla
    Nasce da piccoli gesti, pazienti.
     
    February 13

    Senza parole

    La vita scorre... veloce.
    A volte troppo.
    E tu l'hai fatta scorrere troppo veloce.
    Come sempre sulla tua moto
    "Mister vedi che bella? Ci facciamo uno "sparo"? Dai che ti brucio in due curve che sei vecchio!!"
    E io sempre a dirti "Fa' il bravo che non sei in pista, se vuoi lo sparo ce lo facciamo a Monza, in autodromo"
    Ma a te piaceva tanto correre.. Correre.
    Il brivido della velocità. Quanto ci si sente forti quando apri il gas.. seconda, terza, quarta...
    "sai che sono arrivato oltre i 200?"
    "Occhio che ti ritirano la patente e gli danno fuoco"
    "ma va'! gli autovelox non riescono nemmeno a leggere la mia targa!"
    Già... quante conversazioni così abbiamo fatto.
    E invece... un'autostrada, una curva, velocità troppo alta.
    Un istante.
    Addio Micki.
    É stato un piacere fare un pezzo di strada insieme. Troppo breve la tua di ventunenne.
    Porterò con me il sorriso dell'altro giorno quando ci siamo visti e come sempre abbiamo scherzato insieme.
    Spero che lassù ci siano moto e pista pronte ad aspettarti.
    Ti abbraccio
    January 31

    Lo sai chi hai di fronte?

    Quello che hai qui di fronte
    è un uomo e tu lo sai
    non mi fai più neanche
    paura ormai.

    L'uomo che hai qui di fronte
    è un uomo e tu lo sai
    non gli fai più neanche
    paura ormai...
    sa quello che vuole
    è grande ormai
    e non è più il bambino
    che aveva lo sai
    bisogno d'amore
    e tu invece no
    tu avevi già te!

    L'uomo che hai qui di fronte
    non deve quasi più
    ogni cosa che rompe
    la paga, e in più
    cambia direzione
    "volubile"....
    e quando gli conviene
    ritorna da te
    "che lo stai 'aspettare"...
    e non dici no!
    stavolta  lo so!
    Lo senti che ho
    Bisogno d'amore
    però te lo do
    senza fiatare

    Sa che non ti deve
    "convincere"!
    e quando gli conviene
    "ritorna da te"!
    che lo stai 'aspettare
    e adesso però
    lo lasci fare!
    Perché solo lui
    può farti "tradire"

    è; un uomo lo sai
    che cosa vuole!!

     
    Qualche volta hai dimenticato chi avevi di fronte.
    Ed è stato questo il tuo errore più grande, mia cara.
    E i tuoi rimpianti, e le tue "mancanze" ora non mi riguardano più.
    Anche se so... che non aspetti altro... che un ordine!

    January 23

    Ad un amica che è in viaggio...

    Ci sono momenti in cui c'è bisogno di chiudere la porta e stare soli con se stessi, con i propri pensieri.
    Spesso questo è sinonimo di inquietudine, perchè si sente la necessità di guardarsi in faccia, allo specchio.
    E altrettanto spesso si sa già che la prima immagine che vedremo non ci piacerà.
    Ma sappiamo altrettanto bene che parlandoci l'immagine cambierà, e tornerà a piacerci.
    Sì, dopo una bella chiacchierata con se stessi si sta decisamente meglio.
    E non è detto che questa chiacchierata duri poco.
    É come fare un viaggio...
    Il viaggio con se stessi può durare ore, giorni, mesi.
    Ognuno ha i propri di tempi.
    Non esiste un tempo utile. Un tempo giusto.
    É un viaggio che ognuno fa solo con se stesso, senza spesso sapere dove andare o cosa cercare.
    Ma alla fine del viaggio qualcosa la si trova sempre.
    La strada la si trova sempre.
    Si prendono decisioni più o meno importanti.
    Si considerano le persone più o meno importanti.
    Si decide anche di dare un taglio alle persone che non hanno più valore o senso nella nostra vita.
    Poi si riparte, insieme a chi abbiamo deciso di tenerci vicino.
    Con la consapevolezza di se stessi.
    Ed è un bel viaggiare...
     
     
    Le vie dei colori (C.Baglioni, 1995)
     
    o bella mia
    io vado via
    e non ti porto con me
    c'è un viaggio che
    ognuno fa solo con se
    perché non è che si va vicino
    perché un destino non ha
    un mattone vuole esser casa
    un mattino divenire chiesa
    ed il matto che c'è in me
    che si chiede che cos'è
    vuole diventare qualche cosa
    e sarà una strada senza fine
    sotto una spada o su una fune
    a cercare il mio Far West
    a trovare il Santo Graal
    una corsa brada oltre il confine
    una luce prenderò
    per te là fuori
    quando io camminerò
    le vie dei colori
    scalerò le rocce in mezzo al vento
    sulle tracce di chi ha perso o vinto
    vagherò la mia odissea
    nella idea di te mia idea
    tagliati le trecce e vai in convento
    una voce prenderò
    per te là fuori
    quando io camminerò
    le vie dei colori
    c'era un cavaliere
    bianco e nero prigioniero
    senza un sogno né un mistero
    senza fede né eresia
    senza le ali di un destriero
    senza le onde di un veliero
    se la sorte rivolesse ciò che speso
    io forte non sarei per il tuo peso
    a volare in un rodeo
    a valere in un torneo
    della morte ed essere il tuo sposo
    una pace prenderò
    per te là fuori
    quando io camminerò
    le vie dei colori
    c'era un cavaliere
    bianco e nero prigioniero
    senza un posto né un sentiero
    senza diavolo né Dio
    senza un cielo da sparviero
    senza un grido di un guerriero
    io ti lascio senza perderti
    e ti perdo un po'
    anche se poi
    lasciarti è un po' perdermi
    o bella mia
    o bella ciao
    io sono via
    con un pensiero di te immenso
    e un nuovo senso di me
    c'era un cavaliere giallo
    che rubò un cavallo alle scogliere
    e un cristallo alle miniere di un metrò
    sulle ciminiere disegnò un castello di corallo
    e al ballo tutto il quartiere andò
    c'era un cavaliere rosso
    che salì sul dosso di bufere
    sopra il fosso delle sere di città
    dietro un cielo mosso di ringhiere dentro il mare
    grosso
    di un braciere di immensità
    c'era un cavaliere blu
    che catturò la gioventù- di primavere
    che portò chimere in schiavitù-
    liberò le gru dalle lamiere di un cantiere
    verso un campo di preghiere laggiù-
    dove arriverai anche tu
    camminando le vie dei colori
    January 15

    I duri...

    hanno due cuori:

    col cuore buono Amano un po' di più,

    col cuore guasto Odiano sempre un po' di più.

    January 04

    Lui e lei han quel destino... 2'parte

    Parlano per oltre un’ora. Di tutto, come sempre.

    Ma le parole scivolano via leggere, mentre i loro sguardi sono inchiodati l’uno in quelli dell’altra.

    Le mani di lui sono su quelle di lei, leggere, nonostante siano grandi e forti, quasi un impercettibile tocco, che lei apprezza.

    Quelle mani che emanano calore ed energia, che la fanno fremere ed eccitare solo se pensa a cosa le potrebbero fare, a cosa lei vorrebbe che le facessero.

    Diventa rossa subito.

    Lui se ne accorge, e le regala il suo sorriso migliore.

    Lui propone di andare a fare due passi.

    Lei: “Fa freddo però”

    Lui: “Ti abbracci a me se hai freddo.”

    Lui le scosta la sedia, la fa alzare, l’aiuta a mettere il cappotto, da perfetto galantuomo qual è.

    Passeggiano continuando a parlare, ma la tensione diventa sempre più palpabile in lei. Si stringe a lui con la scusa del freddo, lascia che lui le cinga le spalle e la attiri a sè.

    Lei si sente incredibilmente al sicuro in quell’abbraccio e si incastra in lui, come fossero una cosa sola, come se avessero passeggiato insieme una vita.

    Si fermano per attraversare la strada. Lui la stacca da quell’abbraccio. Lei sente il freddo pungente sul viso.

    Lei: "Abbracciami che ho freddo, per favore"

    Si guardano. I loro occhi parlano per loro. un istante lungo, lunghissimo.

    Lui si sposta appena, avvicinando il suo viso a quello di lei, senza distogliere lo sguardo. E si danno un bacio. Il primo.

    L’aria diventa ancora più elettrica intorno a loro. Lei diventa rossa.

    Non aveva mai tradito il suo uomo. E lui nemmeno aveva mai tradito la sua donna.

    Le mani tremano ad entrambi...

    Si guardano dritti negli occhi. E non dissero niente. Non c’è niente da dire. Si strinsero.

    È lui a rompere il silenzio con una battuta che la fa scoppiare a ridere. Fa sempre così lui, sa sempre come rompere gli imbarazzi, e soprattutto sa sempre farla ridere.

    Questa era la prima cosa che l'aveva colpita di lui. Un serio professionista con un animo da eterno ragazzino, sempre pronto a farla sorridere quando era giù. E ci riusciva sempre. E lei si chiedeva come faceva, lei che per natura non sorrideva molto. Ma lui...

    Camminano ancora in strade secondarie, dove c’è poca gente, semprefusi in un abbraccio stretto. 

    Lei: “Ti ho portato un regalo!”

    Lui: “Dov’è? Dai che lo voglio!!”

    Lei diventa rossa. Lui conosce già questa reazione. La conosce bene, pur non avendola mai vista prima.

    Lei: "Nella mia stanza, in albergo"

    Lui: “Se vuoi andiamo a prenderlo, ti accompagno.”

    Lei arrossì: "Sì, perchè voglio che lo apri subito"

    Si avviano verso l’hotel dove lei alloggia. È proprio lì vicino. Quando arrivano davanti alla porta dell’hotel lui la guarda negli occhi. E le sorride. “Ti aspetto qui.”

    Lei non sa che fare. Lui non ama essere contraddetto quando prende una decisione.

    Lei abbassa gli occhi, arrossisce, lo prende per mano, poi si gira ed entra, trascinandolo con sè, senza dire niente, senza guardarlo, per paura di incrociare il suo sguardo.

    Prende la chiave della camera.

    Non lo guarda in faccia. Non sa se è arrabbiato, ma è certa che non lo è, sente che non lo è, da come le stringe la mano.

    Prendono l’ascensore.

    Lui le alza il viso con un dito e le sorride. Lei si tranquillizza.

    Lui le da un bacio leggero sulle labbra “Sei terribile, bimba!”

     

    Continua....

    December 21

    Natale...

    Sta arrivando Natale. Come ogni anno.
    Non sarò più buono.
    Non sarò più altruista.
    Non sarò più sorridente.
    Non sarò meno cattivo.
    Non farò della beneficienza perchè solo a Natale ci si ricorda di chi è decisamente meno fortunato.
    NO.
    Sarò sempre lo stesso.
    Sempre io.
    Sempre maledettamente uguale a me stesso.
    Perchè non sono un ipocrita, perchè mi sento vero ogni giorno dell'anno.
    Con pregi e difetti, come ogni altra persona.
    Non sopporto le ipocrisie, si capisce?
    Sarò sempre il solito Master Mago che chi mi frequenta conosce. E che qualcun'altro invece crede di conoscere.
    Ma un augurio quello lo faccio: che ognuno di voi sia più "vero", ma non solo a Natale, o a Capodanno, o a Ferragosto. Ma ogni giorno della vostra vita.
    Perchè non c'è niente di meglio che essere se stessi.
    Buone feste! E buona vita!
     
    Mago
    December 14

    Forse mi trovo...

    Dove sono stato
    in tutti questi anni
    io me ne ero andato
    a lavarmi i panni
    dagli inganni del successo
    a riscoprirmi Uomo
    io sempre lo stesso
    più grigio ma non domo

    dove eravamo rimasti
    chissà dove
    ma io sono qui
    forse prigionieri o fuggiaschi
    forse altrove a difenderci
    la realtà mi ha fatto atterrare

    il mio errore fu di errare
    e non ero un eroe
    ma sono vivo
    e sono qui

     Forse mi trovo... almeno per un po'

    November 27

    Il maestro

    Il maestro non è colui che insegna il cammino ideale, ma è colui che traccia la strada principale, che dà ai suoi allievi tutti gli elementi per poter fare le scelte giuste.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Piccola nota personale : ecco. Ieri sono stato ripagato del tanto lavoro svolto sui miei allievi, che hanno fatto le scelte giuste in una situazione che solo due mesi fa sarebbe finita davvero male.
    E sono davvero orgoglioso. Di loro, soprattutto.
    E anche di me.
    November 10

    Gli occhi

    Occhi. I tuoi. Come tanti tra la gente.
    Ma unici. Lo sai. Per me.
    Occhi, i tuoi,  che hanno volato in alto come le aquile.
    Insieme ai miei.
    Occhi, i nostri, che non avrebbero mai voluto scendere da lassù.
    Occhi, i tuoi, che nel momento più alto del volo hanno avuto paura.
    Paura di volare così in alto. "Perchè se si cade da lassù ci si fa troppo male".
    Occhi, i tuoi, che hanno scelto. Hanno scelto la cosa più facile. La cosa più logica. La soluzione più comoda.
    Occhi, i tuoi, che hanno deciso che è meglio volare basso come un piccione che rischiare le alte vette come le aquile.
    Occhi, i tuoi, che hanno dato retta alla ragione e non al cuore.
    Occhi, i tuoi, che si sforzano tutti i giorni di pensare che è stato giusto così.
    Occhi, i miei, che dopo aver preso qualche corrente d'aria fredda che li ha fatti scendere un po'...
    ... sono tornati al loro posto, a volare alto come le aquile.
    Occhi, i miei, che sanno solo volare come le aquile, che accettano il rischio di qualche caduta.
    A costo di farsi male.
    Perchè la vita è una. Unica. E breve. Troppo. E tu lo hai scoperto. Purtroppo. A tue spese.
    Occhi, i tuoi, che hanno iniziato a volare un volo tranquillo da piccione.
    Occhi, i tuoi, bagnati ogni volta che sentivano la mia voce.
    Occhi, i miei, che volevano vederti almeno serena.
    Occhi, i tuoi, insieme ad altri due occhi, quelli di sempre. Non i miei.
    Occhi, i tuoi, che guardano altri due occhi, i suoi, e ancora vedono i miei.
    Che sempre vedranno i miei.
    Occhi, i tuoi, che fanno l'amore insieme ad altri occhi, i suoi, ma che dopo pensano al volo delle aquile.
    Sempre quel volo di aquila...
    Occhi, i tuoi, traditi da un destino bastardo, oggi.
    Occhi, i tuoi, che li vedo. Gonfi di pianto e di disperazione, a cui non puoi porre rimedio.
    A cui nessuno può porre rimedio.
    Occhi, i tuoi, oggi: gonfi di painto e notti insonni, di cibo rifiutato, di silenzi e di solitudine, che tu vuoi.
    Mi auguro che gli occhi, i suoi, ti diano l'appoggio di cui hai bisogno oggi.
    Gli occhi, i miei, avrebbero saputo come stare vicini agli occhi, i tuoi.
    Occhi, i miei, che sperano di vederti tornare a sorridere.
    Perchè anche se ormai lontani, gli occhi, i nostri, sono sempre gli uni in quelli dell'altra.
    Lo sai. Abbiamo accettato anche questo.
    Mi auguro di vedere gli occhi, i tuoi, tornare un giorno a volare almeno come un piccione.
    Gli occhi, i miei, ti guardano da lassù mentre continuano a volare come un'aquila.
    Anche quando non c'è l'aria calda che li tiene su.
    Perchè "... è meglio fingersi acrobati, che sentirsi dei nani..."
    Gli occhi, i miei, che ti sono vicini, oggi più che mai.
    Ti voglio sempre bene. Come solo tu sai.

    Coraggio, bimba mia.

    November 02

    Lavoro, lavoro, lavoro...

    Sto lavorando
    duro
    per preparare
    il mio prossimo
    errore.
    (Berthold Brecht)
    October 24

    Giocala

    Ma c'è qualcosa che ti frena...
    E' sempre il solito orgoglio che ti frega!!
    Storie!! Fottitene dell'orgoglio!!
    Ne ha rovinati più lui del petrolio!
    Ci fosse anche solo una possibilià...
    Giocala, giocala, giocala!!
    Prendila, prendila, prendila!!
     
    (Vasco Rossi)
    October 19

    Gli occhi

    Gli occhi fanno quel che devono.
    Niente meno, niente più.
    Ma il cuore?
    October 06

    IO....

    non sono un uomo giusto...
     
     
     
     
    ...ma sono giusto un Uomo!
    September 27

    Bene

    Il bene non è quello che si dice, ma è quello che si fa.
    Questo mi ha detto durante un discorso un amico. E mi ha fatto riflettere.
    Ha ragione. Possiamo dire di voler bene ad una persona mille volte, ma non dimostrarlo mai.
    Quante volte dimostriamo di voler bene ad una persona?
    Io credo decisamente meno di quello che dovremmo.
    Viviamo in un mondo che ci rincorre e ci fa correre. Dobbiamo sempre essere pronti a correre, perchè chi si ferma è perduto e resta indietro.
    Guai a restare indietro..
    Basta. ci sono giorni in cui vorrei dire basta e scendere dalla giostra. fermarmi.
    E invece corro, corro sempre. Faccio mille cose e spesso dimentico di dimostrare a chi se lo merita quanto io gli voglia bene.
    Ecco questo sarà l'impegno da oggi in poi. dimostrare di più.
    Dirlo di meno non avrebbe senso, già sono ermetico di mio...
    Vediamo se mi riesce...
    Intanto vorrei aggiornare un po' di più questo blog che non ho mai tempo di aggiornare, prima che tutte le persone che passano a trovarmi smettano di farlo...
    Abbiate pazienza... sto migliorando...
    Master Mago.
    September 05

    Addio Presidente.

    Oggi si è spento Giacinto Facchetti, presidente dell'Inter. Ma soprattutto grande Uomo di sport.

    Corretto da giocatore prima e da dirigente poi.

    Il mondo del calcio perde un altro dei suoi personaggi più positivi.
    Voglio affidare il ricordo anche qui sul mio blog a quello che Massimo Moratti ha scritto sul sito dell'Inter, certo che non se ne avrà male per questo.
     
     

    Caro Cipe,
    non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
    Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.
    Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all’ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili.
    Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l’espressione di chi ti vuole bene - dell’Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti, possibilità umane.
    Qualche mese fa ti chiedevo un po’ scherzando un po’ sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace.
    Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua naturale onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell’Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
    Grazie ancora di aver onorato l’Inter, e con lei tutti noi.

    Massimo Moratti

     
    July 28

    Lui e lei han quel destino...

    Fa freddo. Novembre è sempre identificato come un mese triste. E forse lo è. Ma non questo. Non per loro due. C'è il sole e il cielo è azzurro.
    Hanno deciso di vedersi. Avevano promesso di non farlo perchè "Sarebbe un casino poi".
    E invece lei è già lì, in anticipo. Seduta nel bar lussuoso che hanno scelto per il loro incontro clandestino.
    Non ha ordinato niente. Aspetta Lui.
    Quante volte lei aveva sognato questo momento? Quante volte quella "voce" l'aveva sentita, la aveva fatta fremere, ridere, sognare, arrabbiare, eccitare, godere...
    Lui era unico. Lei glielo ripeteva sempre.
    Lui era diventato un'ossessione. Anche se lei non glielo aveva mai detto... Non vede l'ora che lui arrivi. Ma non vuole farsi vedere così agitata. Cerca di calmare i battiti del cuore.
    Ma sa che sarà inutile. Lui le legge dentro da lontano, figuriamoci dal vivo...
    Ma lei sa che lui non le farà niente. Niente che lei non vorrà. Perchè lui la rispetta. E continuerà a farlo.
    Ed eccolo che arriva. Con studiato ritardo di qualche minuto. Lui è così. Ama le entrate scenografiche. E' un maledetto protagonista.
    E' la prima volta che si vedono. Anche lui è teso, ma sa mascherare molto bene. Non sa cosa aspettarsi. Si sono detti mille volte che sarà un incontro tra amici. Ma lui sa che non sarà così. E lei anche.
    Entra nel bar e la vede, di spalle. Lei si volta come tirata da un filo nascosto e si guardano per la prima volta. Si sorridono. E hanno capito tutto.
    Lei si alza. Non è una modella, ma è decisamente bella. Una gonna corta il giusto sopra il ginocchio, una camicia bianca linda, niente trucco, perchè a lui non piace, stivali in pelle "Che ho comprato apposta per venire da te".
    Lui è decisamente meno bello fisicamente, un po' in sovrappeso "Ma non sei grasso, cosa racconti in giro?", ma i suoi occhi e il suo sorriso "valgono". E le sue mani...
    Si stringono la mano. Un bacio sulla guancia, troppo vicino alla bocca per essere amichevole.
    Si guardano ancora mano nella mano, non riesco a staccarsi, come attratti da una calamita. Lui le sorride, le accarezza la guancia e le da un bacio sulle labbra, veloce ma non troppo. Lei non scappa. Poi si staccano e si abbracciano.
    "Sei incantevole, le foto non rendono giustizia, e nemmeno la cam" le dice lui. E lo pensa davvero.
    "Grazie, sei gentile" risponde lei avvampando e abbassando lo sguardo.
    Ordinano un aperitivo, uno qualunque forse non se lo ricordano nemmeno quando arriva la cameriera.
    I loro sguardi sono fissi negli occhi dell'altro.Si parlano. Parlano come sempre. Come se non avessero fatto mai altro che stare vicini. Insieme.
    Le mani di lei si muovono nervose. Lui mette le sue mani su quelle della donna. Lei non le toglie. E si tranquillizza. Lui ha questo potere. Non se lo spiega ma quell'uomo riesce in cose impossibili a tutti. Lei che è una donna abituata ad avere il comando tra le sue mani con lui si sente diversa.
    Quell'uomo dal vivo è ancora più carismatico che in chat o a telefono. Gli occhi di lui la penetrano. Vedono dentro di lei. Lei si sente nuda davanti a lui. E lo è.
     
    Continua....
    July 10

    CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!!!!!!!!!!!

    CAMPIONI

    DEL

    MONDO

    Ah! Che goduria!! Erano 24 anni che aspettavo questo momento. Ero un bambino allora, ma non avevo perso una sola partita trasmessa dalla RAI. Molte più di quelle che ho seguito quest’anno purtroppo (la sfortuna di essere “grandi” J). Siccome sono un po’ malato di calcio ora voglio fare le mie pagelle su alcuni dei protagonisti italiani e non, tanto le fanno tutti!

    Buffon: eletto miglior portiere del Mondiale. Se fosse capace anche di uscire sarebbe forse il miglior portiere della storia. Ci ha salvato diverse volte con grandi parate. Subice solo due gol: un rigore e un autogol. Serve altro? VOTO: 9

    Cannavaro: bella Capità!! Vederlo con la coppa alzata mi ha emozionato. Secondo me il difensore migliore del Mondiale. Fa godere vederlo uscire petto in fuori e a testa alta in mezzo alla bolgia. Segno di uno che paura non ne ha. E ha comandato la difesa alla stragrande. Fosse stato un attaccante Zidane se lo scordava il premio come miglior giocatore. VOTO 10

    Materazzi: subito dietro il capitano. Accetta il ruolo di riserva di Nesta senza fiatare e quando tocca a lui gioca come sempre. Alla grande. Paga un’espulsione e un rigore per due falli che non fa. Per il resto non ha un’incertezza. Chiude e riparte. E… segna!!!! Signori… questo difensore criticato sempre è il capocannoniere della nazionale con Toni! E ora resta a Milano, Matrix!! VOTO 9 ½

    Toni: ma quante botte ha preso? E ha dato anche… Ha lottato sempre. In tutte le partite. Finendo stremato. Vi assicuro che stare lì da solo (perché Totti, mi spiace, ma non è pervenuto nelle ultime 4 partite). Due golletti li ha fatti. Ma gran lavoro là davanti. VOTO 8

    Pirlo: sembra sempre lento, in ritardo, che va a 2 km/h. E forse è anche vero. Ma che fulcro lì in mezzo. Emersone gli altri presunti centrocampisti-fulcro dovrebbero guardarsi le cassette del mondiale di Pirlo. Fosse anche veloce, sarebbe di un altro pianeta davvero. VOTO 9

    Camoranesi: non salta mai l’uomo, perde palloni a catena mettendo in difficoltà i compagni, per fortuna Lippi ogni tanto rinsavisce e lo leva dai maroni. Spero siano state le sue ultime apparizioni con la nostra (non la sua) nazionale. E il fatto che non ha mai cantato una parola dell’inno nazionale… VOTO 4 ½

    Grosso: secondo voi ora quel piccolo uomo (ma grande ex calciatore) di Platini si ricorderà chi è? Dopo tante partite importanti in cui era stato decisivo, si prende la responsabilità dell’ultimo rigore. Grande. E pensare che 5 anni fa giocava in C2. VOTO 9

    Gattuso: esiste un voto per questo signore? Non credo. Corre per due, lotta, sbuffa, rincorre tutti, sempre presente. E sempre pronto ad un sorriso anche nei momenti difficili, come ieri sera. Grande maturità. E vederlo uscire, lui il mastino Ringhio, palla al piede, testa alta pronto al lancio per le punte manco fosse Pirlo fa venire i brividi. Immenso. VOTO 9 ½

    Zidane: non fosse stato per quella testata al “buon” Matrix avrebbe chiuso una straordinaria carriera nel modo migliore, anche senza vincere il mondiale. Purtroppo resterà negli occhi di molti quest’immagine di lui. Peccato perché dopo Maradona lui è stato il vero poeta del calcio mondiale, l’unico per cui valeva sempre la pena di pagare il biglietto. Mi mancheranno i suoi tocchi di suola, il suo gocciolare di sudore per il campo, i suoi tocchi geniali. Addio genio. È stato un piacere vederti sui campi di calcio. VOTO: 10

    Brasile: vittima del suo narcisismo e della sua presunzione esce contro una squadra vera senza mai aver tirato in porta. Ronaldinho spero per lui abbia imparato da Zizou come si prende in mano una squadra inutile (come la Francia) e la si conduce decisamente oltre le potenzialità. E che si riveda anche il “sombrero” che Zizou gli ha fatto! E con lui tutti gli altri presunti fenomeni Ronaldo (che cmq i suoi gol li ha fatti), Adriano (sembrava un ex calciatore, allora non ce l’aveva con l’Inter), Kakà, ecc.. VOTO 4

    Klinsmann: grande. Lascia a casa tutti i senatori, fregandosene di quello che dicevano i vari Matthaeus & Co. E ha ragione lui. La Germania è squadra vera, ben messa in campo, unita. E senza nessun fenomeno sfiora l’impresa di arrivare in finale. Brava pantegana bionda!! VOTO 9

    Lippi: giù il cappello! Criticato, mal sopportato se ne frega, chiude la porta dello spogliatoio e crea un gruppo incredibile. Capisce che 2 punte e un ¾ non ce li possiamo permettere e corregge il tiro senza paura di ammettere l’errore (capito caro Van Basten?? Hai imparato qualcosa o uscirai anche la prossima volta per non ammettere i tuoi errori, presuntuoso. O pirla.). Poco simpatico ai giornalisti, forse perché non risponde in modo idiota alle loro domande idiote. Azzecca quasi tutto (anche se Pippo sempre in panca…) e ci porta i finale, dando la carica nervosa giusta ai giocatori. Ha inciso davvero in modo positivo. Ora se vuole lasciare è il momento giusto. Anche se mi dispiacerà VOTO 10.

     

    E ora comincio a pensare alla mia di squadra, quella che alleno io, che anche se non è la Nazionale dà da fare parecchio. Devo preparare tutta la preparazione atletica e quella tattica. Sono nuovo in questa squadra. E voglio presentarmi bene. E chissà che anche quest’anno con un po’ di fortuna e tanto lavoro non vinca un altro campionato anche io, da aggiungere agli altri…

    Perché a qualunque livello alleni, vincere da un sapore incredibile. E hanno ragione… non assapori subito quello che hai fatto.. ci vuole qualche ora per renderti conto che cmq sia hai fatto un’impresa vincendo un campionato. Te ne accorgi solo quando sei a casa, quando la sbronza è passata…

    Ma stranamente invece che continuare a pensare a quello che hai fatto… cominci a pensare a vincere l’anno prossimo.

    Mah. Misteri del calcio.

     

    July 03

    Sproloqui mondiali

    Ancora non avevo parlato di calcio sul mio blog, e per chi mi conosce tanto così, sa che è una rarità: vivo di calcio, mangio di calcio, respiro di calcio. Ma non come tifoso, o almeno quello lo sono in piccola parte.

    Il calcio lo vivo da “protagonista”. Anche se a livello dilettantistico. Perchè chi l’ha detto che i dilettanti non siano protagonisti? Lo sono eccome, spesso più di chi ha la faccia sugli album Panini!!

    Chi si occupa di calcio dilettantistico vive con passione sfrenata questo sport, spesso lo vive “gratis” o con qualche piccolo rimborso che non copre spesso nemmeno la benzina.

    Comunque non era di questo che volevo sproloquiare...

    Siamo arrivati alle semifinali dei Mondiali. Li ho seguiti discretamente bene, tra dirette e sintesi e mi sono fatto la mia idea, o meglio... ho rafforzato la mia idea sul calcio, su come lo intendo io che faccio l’allenatore.

    Le semifinali saranno Italia – Germania e Portogallo – Francia.

    Due parole su ognuna:

    1. La Germania padrona di casa. Qualcuno pensa che fin qui c’è arrivata proprio per questo motivo (vedi Corea 4 anni fa). E invece no. Dopo la scoppola presa contro l’Italia in amichevole, 4-1, il mister Klinsmann (come non ricordare lo slogan Gialappiano “ho i capelli come l’onda, son la pantegana bionda”?) ha fatto ciò che ogni allenatore dovrebbe avere il coraggio di fare: ha scelto. Ha tagliato brutalmente tutti i senatori, portando al mondiale un gruppo molto giovane, che non aveva niente da perdere, è riuscito a fare leva sull’unica cosa che poteva salvarli da una figuraccia meschina: il gruppo e l’entusiasmo dei giovani. E fin qui ha fatto bene.
    2. Il Portogallo. È la solita squadra di sempre. Grande applicazione tattica, tanto possesso palla e palleggio a metà campo e nemmeno una punta decente in tutta la nazione!! Credo rappresenti la vera sorpresa di questo mondiale. Anche se difficilmente credo arriverà in finale (ma il calcio è bello proprio perchè i pronostici vengono spesso sovvertiti dal campo)
    3. La Francia. Caso atipico davvero. Squadra spaccata, giocatori che litigano tra loro, mister che conta come il 2 di picche eppure è in finale. Come mai? Una spiegazione c’è. Si chiama Zizou Zidane. Ha letteralmente preso per mano la squadra quando entra in campo. Emblematico è vedere la squadra nel cerchio di centrocampo e lui in mezzo che parla. Un vero leader, oltre che un genio assoluto del pallone. Forse nel post Maradona l’unico vero Campione con la C maiuscola. Uno spettacolo vederlo giocare e danzare alla soglia dei 35 anni (mica niente!!) in mezzo al campo e fare il sombrero al dentone Ronaldinho (che forse ha passato la partita incantato su Zizou, visto che lui non ha toccato palla...) e poi un’organizzazione tattica chiara. In cui tutti sanno cosa fare. E un solo inventore: Zizou.
    4. L’Italia. Beh che dire? Bravi. Davvero. Anche Lippi che nel momento giusto ha rinnegato le sue scelte iniziali (2 punte + un 3/4ista) schierando una squadra bella quadrata in campo, con 2 giocatori per ogni fascia, forti siamo proprio forti lì, una sola punta (che da giocando da solo nella Fiorentina ha fatto 30 gol e infatti suito è tornato a segnare). E Zambrotta a metà campo è una goduria assoluta! Che dire... se non che mi auguro che da qui alla fine continui con questo sistema di gioco.

    Brasie e Argentina le due (ex)candidate alla vittoria fuori. Come mai? Semplice.

    Il Brasile: troppi geni, fantasisti, fenomeni, imperatori e artisti di arte varia. E nessuno che sappia cosa fare, se non affidarsi all’inventiva dei singoli. Questo spesso, per non dire sempre, non paga, soprattutto se giochi contro squadre forti (il Real Madrid che non vince niente da secoli nonostante sia pieno zeppo di fenomeni non ha insegnato niente?).

    L’Argentina: dimostrazione che le squadre non si fanno per simpatia. Perchè lasciare a casa Veron, Zanetti e Samuel perchè non graditi a Sorin e Riquelme già è stata un’idiozia, visto i sostituti. E poi insistere su un giocatore come Tevez che nessun grande club vuole (ci sarà un perchè?) lasciando fuori Cruz e soprattutto Messi, autentico genietto in erba (ma ha vinto Campionato e Champions col Barca, mica il torneo di quartiere!!) vuol dire proprio tagliarsi le gambe da soli.

    Sono state due squadre presuntuose. E son contento abbiano pagato dazio!

    Beh credo di aver annoiato abbastanza... ma quando attacco a parlare di calcio... non mi riesco a fermare.... avrò un difetto anche io, no? E allora... :-))

    E non vi dico chi secondo me vince il Mondiale sennò se dovessi sbagliare, ma non sbaglio, poi dite che meno gramo!!!

     

    June 30

    Finalmente...

    Finalmente sono riuscito a mettere Media Player nel mio blog!!!
    Spero che gradirete la musica che vi farò ascoltare.
    Anche se aggiorno raramente per motivi di tempo, sono contento di vedere che cmq diverse persone passano a dare un'occhiata.
    Prometto di provare ad essere un po' più celere negli aggiornamenti prima di farvi annoiare trovando sempre le stesse cose...
    Un abbraccio dal Vostro Master Mago